Istambul.

Volatile è il raki’,
Nell’aroma di anice
che tutto pervade
In questa stanza
Ai confini del creato.
Istambul è lontana,
E quel tempo,
Cosi’ lontano…
Parlo la mia lingua
Ma il turco s’espande
Nell’articolata ebbrezza
Che la sera mi coglie.
E’ vana l’attesa,
Del Bosforo
Il battello non passerà
E i tetti rossi
Nelle pupille impressi,
Muovon soltanto
Da una logora fotografia.